


Resto sull’argomento dell’altro giorno. L’amato e odiato Bill Gates, colui senza il quale non staremmo qui nemmeno a parlare di Apple, di Linux e di Google, incarna la completezza del sogno americano, anzi di più: la perfezione del sistema consumistico. E’ un uomo che ha avuto la possibilità di portare il mondo intero uno scalino più avanti e l’ha fatto. Ha creato un impero, buono cattivo non importano le cazzate da geek -ha creato un impero, ha funzionato e non ha funzionato perché c’era lo Spirito Santo ma perché si sono fatti un mazzo così, è stato un modello vincente che non sapremo mai quante realtà abbia ispirato ma da un computo del tutto onirico sappiamo bene che il bilancio è super positivo e per se stesso e per l’indotto che ha creato. E’ diventato miliardario e in miliardari ha trasformato centinaia di collaboratori. E’ stato uno dei primi firmatari della legge che prevede che i figli (fortunati) dei multi-miliardari americani non ereditino tutto quanto ma non più di una parte (è il gesto che conta), ha finanziato la politica americana con somme che qui non sappiamo nemmeno scrivere e ora se ne è andato, con calma e senza troppi clamori, di mestiere farà il filantropo ed è giovane, porca puttana: è giovane come l’acqua.
— Voi prendetelo per il culo… | Sasaki Fujika Blog | © 2003-2008 | ver 4.0
Adesso stanno tutti a dire che disgrazia sia che la “sinistra antagonista” non abbia rappresentanza in parlamento, come se la norma dello sbarramento tanto sostenuta da quasi tutti debba conoscere riprovazione quando funziona esattamente per ciò che era stata pensata: eliminare le compagini minori e far convogliare i voti verso pochi partiti maggiori. Questo è successo e il PD è diventato l’unico partito della sinistra italiana: se ne volete altre reintegrate il proporzionale. O spiegatemi perché il milione e mezzo di persone che hanno votato Sinistra Arcobaleno meriti rappresentanza più del milione che ha votato Santanché, in termini democratici
Avete notato quanto sia meraviglioso questo Paese nel quale ciascuno può un po’ dire quel che gli pare e comunque sia non c’è una sola conseguenza che sia una? Salvo magari chiamarti Luttazzi avere una trasmissione televisiva e far leggere cose inconfutabili (tratte da documenti giudiziari) scritte su di un libro, in quel caso no: così ti massacrano, ché te la sei proprio cercata.
Chicco Testa scrive che «tra il lasciare il proprio figlio all’interno di una centrale nucleare e regalargli un motorino, la seconda scelta comporta rischi infinitamente superiori. Eppure regaliamo motorini ai nostri figli e scendiamo in piazza contro le centrali nucleari».
[…]
Ufficialmente, Testa non rinnega granché del suo passato. Certo, ammette di aver detto e scritto «stupidaggini», all’epoca, sul nucleare. Ma, memore dell’insegnamento che gli diede Giancarlo Pajetta («Un comunista può cambiare opinione, ma non pentirsi»), rifiuta di cospargersi il capo di cenere. Anche perché, sostiene, dagli anni Ottanta ad oggi sono successe cose che all’epoca erano imprevedibili: il mondo ha due miliardi di abitanti in più; le fonti “alternative” (solare, eolico e compagnia bella) si sono rivelate tali solo di nome; la battaglia antinucleare ha incentivato l’uso dei combustibili fossili, e quindi l’inquinamento dell’atmosfera. In realtà erano tutti sviluppi prevedibili, che gli stessi nuclearisti, tra le pernacchie di Legambiente e delle altre associazioni ecologiste, avevano calcolato: è curioso che il movimento ecologista, già allora specializzato nella produzione di scenari allarmistici, non avesse saputo immaginare i guai prodotti dalla rinuncia all’energia atomica.
[…]
A conti fatti, Testa non nutre grandi illusioni: «Per alcuni anni ancora», scrive, sarà inutile proporre il ritorno al nucleare, poiché mancheranno le «condizioni politiche e istituzionali». L’Italia, «come al solito», prenderà atto di dove va il mondo «con qualche lustro di ritardo». Resta, comunque, il dato positivo: uno dei portavoce storici delle battaglie antinucleari oggi è ufficialmente sul fronte opposto. Testa può piacere o meno, ma proprio il suo passato ai vertici dell’ambientalismo “de noantri” e le sue radici di sinistra ne fanno una presenza importante tra chi, usando argomenti razionali e non ideologici, chiede il ritorno dell’energia atomica.
Fausto Carioti - Da Legambiente al nucleare: la conversione (tardiva) di Chicco Testa